ripartono i lavori per il muos ettari di terra siciliana war game

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fonte: CIAUDA

L’ ARTICOLO DI PIPPO GUERRIERI DESCRIVE CON CHIAREZZA COSA ACCADE IN SICILIA

La militarizzazione della Sicilia, dalla fine ufficiale della guerra fredda, non solo non è diminuita, ma ha interessato nuovi territori, adeguandosi alle più moderne strategie belliche statunitensi. Lo smantellamento della base missilistica costruita nell’area dell’ex aeroporto Magliocco di Comiso, alla fine degli anni ottanta, non fu il trionfo della pace sui venti di guerra, ma l’inizio di una nuova e più pericolosa fase in cui l’unica superpotenza rimasta ha rimodulato i suoi progetti di accaparramento violento delle risorse altrui (Iraq, Afghanistan, ecc.), e di fronteggiamento della Cina, super potenza emergente, oggi probabilmente più forte dell’Amerika.

In questi piani le basi americane in Sicilia sono state rafforzate e hanno accolto truppe, mezzi e ruoli un tempo di altri siti del Centro e del Nord Europa.

Le nuove guerre che gli Stati Uniti si apprestano a combattere, sono altamente tecnologizzate e permettono di dispiegare armi sempre più efficaci e micidiali, il cui impiego rende l’armata americana quasi invincibile. Le guerre le faranno aerei senza pilota, missili a gettata intercontinentale, sistemi satellitari; provocheranno tanti morti in campo “nemico”, specie tra i civili, ma negli USA non rientreranno più militari dentro bare coperte dalla bandiera a stelle e strisce; il Pentagono annullerà così uno degli effetti negativi che ne hanno condizionato le politiche di aggressione; la guerra scomparirà dalla vista degli americani e sarà solo una “war game” per operatori di computer.

La costruzione della base MUOS (Mobile User Object  System) di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, a ridosso di Gela, rappresenta un tassello di queste scelte; sono quattro le basi MUOS nel pianeta: Australia, Hawaii, Virginia e Sicilia; le prime tre in aree desertiche, la quarta in Sicilia, a 2 km da una cittadina di 30 mila abitanti, e per di più all’interno di un sito di interesse comunitario: la Sughereta di Niscemi. Il MUOS, sistema di comunicazioni satellitari basato su onde ad altissima frequenza, è il perno delle nuove guerre americane; quando entrerà in funzione (attorno al 2015), tutte le forze armate USA di terra, di cielo, di mare e sottomarine, ovunque stanziate, potranno essere messe in allerta e in azione simultaneamente; dal MUOS dipenderà il funzionamento dei droni (gli aerei senza pilota) già sperimentati con “successo” durante la guerra di Libia, di cui la base di Sigonella è diventata la capitale mondiale. “Sciami” di droni dalla Sicilia partiranno per bombardare qualsiasi zona del Mondo. Sigonella e Niscemi, dunque, ma anche Trapani Birgi, sono il futuro teatro delle operazioni militari USA. Gli aeroporti civili di Trapani e Catania Fontanarossa già adesso subiscono blocchi improvvisi per gli atterraggi dei droni, che hanno priorità sui voli civili.

Il MUOS è quindi un tassello d’importanza mondiale nella strategia della nuova guerra americana; non può essere guardato come un problema dei niscemesi o al massimo dei siciliani. Sarà pericoloso sin da quando entrerà in funzione poiché le sue emissioni elettromagnetiche interferiranno con ogni tipo di apparecchiatura elettronica nel raggio d decine di km; inoltre il suo fascio di onde metterà fuori uso qualsiasi cosa incontri, tanto è vero che da Sigonella, dove inizialmente doveva essere installalto, è stato spostato a Niscemi, a 60 km circa: le apparecchiature della base e quelle degli stessi aerei militari avrebbero corso seri rischi. Tutt’intorno, per un raggio di 120 km, la vita delle persone ne sarà compromessa, in maniera particolare quella dei bambini e degli anziani: tumari al cervello, leucemie, glaucoma, distacchi della retina, malformazioni genetiche, problemi alla fertilità e alla libido, disturbi nervosi; l’ambiente ne sarà intaccato in maniera irreversibile. Tanto più che già l’attuale base americana NRTF (Naval Radio Transmitter Facility) per le comunicazioni radio con arei e satelliti e con i sommergibili a propulsione nucleare, costruita all’interno della Sughereta nel 1991, produce emissioni di onde ad altissima e a bassissima frequenza in quantità fortemente inquinanti, e i danni provocati alla salute dei niscemesi, che ne sono più esposti, sono ingenti, per quanto mescolati con quelli dell’inquinamento del vicino Petrolchimico di Gela e non adeguatamente monitorati.

Ci troviamo di fronte a un’impennata della militarizzazione dalla portata eccezionale; tutte le altre basi in Sicilia e nelle isole minori vengono potenziate, mentre a Messina, nel cuore dello Stretto, lo storico Arsenale militare è destinato a divenire il Centro di eccellenza per la “demilitarizzazione e lo smaltimento” delle unità navali dell’Alleanza Atlantica fino a duemila tonnellate (il cosiddetto “naviglio sottile”); con annessa area di stoccaggio dove verranno assemblati agenti inquinanti e cancerogeni, rifiuti tossici e speciali e soprattutto un’enorme quantità di amianto da maneggiare, trattare e “bonificare” a due passi dal centro urbano.

In tutto questo si muovono le ditte legate alla mafia, le prime ad essere interessate a garantire l’ordine e la regolarità dei lavori ai committenti americani, come la Calcestruzzi di Niscemi, che da quanto il governo MPA-PD della regione ha concesso il nulla osta alla costruzione del MUOS (giugno 2011), ha fatto lavorare notte e giorno i propri dipendenti per completare l’impianto e la posa in opera delle parabole in tempi record, naturalmente dopo aver spianato una collina nell’area protetta della Sughereta.

La Sicilia continua ad essere occupata dall’esercito amerikano, ipotecata dalle strategie del Pentagono, proiettata nelle guerre del futuro come avamposto dei sistemi d’arma di ultima generazione e ovviamente obiettivo molto sensibile per qualsiasi tipo di ritorsione.

Per questo noi anarchici riteniamo importante riprendere la parola d’ordine di Mirikani Jativinni, che fu la nostra bandiera durante la lotta contro la costruzione della base missilistica di Comiso, e quindi, oggi più che mai occorre gridare No al MUOS! Mirkani jativinni! Oggi più che mai bisogna travolgere con un movimento di protesta sempre più forte, non solo i militari amerikani, ma tutti i servi politici e i complici che gli hanno permesso e gli permettono di fare i loro porci comodi, a partire dal governatore Raffaele Lombardo, passando per il PD che adesso cerca di cavalcare la battaglia contro il MUOS, mentre un anno fa ne avallava la costruzione, e che per anni ha finto di non vedere e non sentire, sia quando Berlusconi (2005) ha dato il “permesso” agli USA di costruire il MUOS, sia quando il governo Prodi (2006) glielo ha confermato.

E’ in atto in molte province una forte campagna di sensibilizzazione che ha squarciato il velo dell’omertà e del silenzio, ma soprattutto della delega. Sono sorti decine di comitati NO MUOS lungo l’asse sud orientale dell’isola, e si vanno estendendo in altre zone del centro e dell’est; sono realtà eterogenee tra di loro e al loro interno, però in questa fase assolvono al compito importantissimo di far conoscere cos’è il MUOS, organizzando centinaia di banchetti di propaganda e raccolta firme, decine di conferenze, manifestazioni, presidi, grazie ai quali l’opinione pubblica è sempre più informata ed il consenso alla lotta contro il MUOStro è salito in maniera significativa. Sta crescendo così, accanto alla “vecchia” generazione di Comiso che si è battuta contro i missili, contro gli interventi militari in Iraq, per la smilitarizzazione di Sigonella, una nuova generazione dalle forti sensibilità ambientaliste, che man mano prende atto del contesto di guerra in cui la vicenda MUOS ci proietta, e che si rende conto, al di là dei metodi spesso contraddittori ed ingenui che una parte porta avanti (percorsi legalitari dietro sindaci e deputati, credere veramente nel “potere” di centomila firme raccolte, fiducia eccessiva nelle battaglie simboliche), che il MUOS vada bloccato, e comunque vada fatto smantellare, assieme alla base NRTF e a tutte le basi amerikane in Sicilia. Dalla preoccupazione per la salute e per l’ambiente è passata alla richiesta di un Mediterraneo mare di pace e ha intrapreso una dinamica di attivismo autonoma dai partiti. Così, mentre da una parte si è pronti a passare alla seconda fase della mobilitazione, quella dei presidi alla Sughereta, delle azioni dirette a scopo dimostrativo, delle azioni di disturbo verso i militari italiani e amerikani, in altre parti si prosegue con la costituzione delle realtà di base e della sensibilizzazione primaria. Ma non è più rinviabile il tentativo di fare assumere una centralità nazionale alla lotta contro il MUOS, impegno verso il quale noi anarchici dobbiamo dare il massimo per lasciare una forte impronta antimilitarista. Le premesse ci sono tutte perché quella contro il MUOS divenga presto una lotta popolare estesa e travolgente.
Pippo Gurrieri

incredibile anche li cani

Alla fine ha avuto ragione lui.
Con un straordinaria esibizione ha convinto, entusiasmato, “curato” tutti…cane incluso.
In un gremitissimo Teatro Coppola, il camaleontico Davide di Rosolini,
ha regalato momenti di grande spettacolo.
L’elfo con la chitarra, armato della solita(mai banale) ironia ha presentato per Nati a Sud
il suo nuovo cd “Combattere l’Ansia”.
I risultati sono stati davvero incredibili, in un ora e mezza di live intenso, tra vecchi e nuovi brani,
il buon Davide ha dimostrato che l’ansia si può combattere e vincere.
Cani inclusi…non ci credete?? Date un occhiata al video.

 

Denis D’Ignoti

natiasud incontra

Non c’è crescita dove non c’è cultura.
Ed in quest’ottica, incontriamo Mario Cunsolo, giovane scrittore catanese che presenta
e promuove su Nati a Sud il suo primo libro ” In fondo Sono Buono”

Classica domanda di rito, vista anche la tua giovane età, come nasce la passione per la scrittura
 
-La mia passione per la scrittura è sempre stata radicata in me, camminando di pari passo con quella delle arti figurative. Già da piccolo, inizavo a disegnare fumetti, con tanto di storie inventate, dunque un connubbio tra le le arti. Mi sbizzarrivo a far parlare i miei personaggi, a dargli una loro personalità, un loro spessore. Più Tardi, la mia passione per i fumetti è continuata, tanto che ho realizzato qualche lavoro, tramutandosi poi in vignette saritiche che realizzavo per conto del giornale della mia facoltà. Il passo successivo è stato proprio quello di scrivere articoli per il medesimo giornale e…prendendoci poi gusto scrivendo racconti e poesie.

In Italia si legge poco e si comprano sempre meno libri, pare che il multimediale abbia superato il cartaceo, insomma libro o Ebook?

 Io personalmente preferisco il libro, ma indubbiamente l’ebook trascina il lettore in una nuova dimensione di comodità. La tecnologia semplifica la nostra vita, ed è una cosa meravigliosa, anche se non dobbiamo mai dimenticare che le sensazioni della carta sono uniche. I giovani autori devono abbracciare le nuove tecnologie, perchè è grazie a loro che potranno un giorno essere sempre più presenti tra i lettori e soprattutto più liberi di muoversi ad un ampio raggio senza limitazioni. E’ grazie alle moderne tecnologie e all’uso assorto che ne ho fatto che sono riuscito a farmi conoscere come autore e a far parlare del mio libro.

Questo racconto rappresenta la tua prima esperienza letteraria, animata da passione e buoni propositi, ritieni che tutto ciò possa tramutarsi in reale “occupazione”

 – Potrebbe, ma…bisognerebbe avere un successo di critica e di pubblico non indifferete, il che non è semplice. A volte anche opere molto valide vengono snobbate dalle case editrici o da concorsi letterari, non valutando e investendo appieno su opere che magari hanno grandissime potenzialità, e questo è un ostacolo per un giovane autore che vorebbe invece un riscontro più oggettivo sul suo lavoro.

 Il protagonista del tuo libro, rappresenta lo stereotipo di una “certa tipologia” di trentenni…Quanti Willy Rapisarda hai incontrato e quanti sono stati per te fonte di “ispirazione”

 Willy Rapisarda rappresenta una parte di quei giovani catanesi e non, che amano un certo stile di vita, allontanando responsabilità e progetti che a loro avviso sono molto tediosi. E ‘ la sindrome di Peter Pan in tutto e per tutto che prepotentemente si impossessa di loro, in più, la situazione di precarietà nel lavoro e gli studi interminabili, due fattori tipici del sud Italia, incrementano e a volte giustificano tale condizione. Nella mia vita di Willy Rapisarda ne ho incontrati tantissimi, e mi stanno addirittura più simpatici dei trentenni già arrivati e responsabili, ma è una simpatia che puoi condividere in ambienti circoscritti: la festa, il pub, i locali notturni. Oltre, molte cose diventano off-limit. Sarebbe bello essere una via di mezzo, un pò Peter pan e un pò uomo adulto reponsabile, un connubbio perfetto. E’ ciò a cui tendo io, inglobare in me entrambi gli aspetti. Ad ogni modo il Primo Peter Pan che ho incontrato nella mia vita è stato Mario Cunsolo, con lui mi sono divertito da matti, ci sentiamo ancora, e lui di tanto in tanto mi fa una visita.

 Grazie Mario per la chiacchierata ed in bocca al libro…

Denis D’Ignoti

il vento porterà un mondo nuovo

Più delle parole,la musica.
Intesa come vero collante.Come forma di comunicazione.
Vissuta come aggregazione sincera.
Pensata per la gente,per le loro storie.
Scritta e suonata per star bene,insieme.Per lasciare un segno, una nota, un ritornello.
I Ciauda avvalendosi dell’amichevole collaborazione di Pippo Barrile,
Caruana Mundi e Alessandro Giuliana
donano colori nuovi ad un brano dei Noir Desir.
Colori nei quali ognuno di noi percepisce e scopre sfumature intime e personali.
Per noi di Nati a Sud è un vero piacere presentare alla vostra attenzione il video ufficiale.
Non dimenticando noi per primi che “Il vento lo porterà… lo custodirà.”

melania la colla sono nata al sud e non per caso

Un pomeriggio di circa un anno fa…cercavamo entrambi disperatamente un posto auto. Lo incontro per caso dunque, insieme ai fratozzi Peppone e Dumà (o forse non fu un caso… le persone non arrivano mai nella nostra vita ‘per caso’… di questo, come di poche altre cose, sono convinta). Quando finalmente ci salutiamo, mostro il libro a Emanuele. Lui ne scruta con molta attenzione la copertina… pochi secondi, in silenzio, un po’ stupito. Poi, con l’espressione di chi ha già la testa in volo e il cuore pronto a salpare per ‘’nuove rotte d’amore e di musica’’, mi punta dritto il suo sguardo negli occhi e con tono deciso mi comunica il suo pensiero: ‘’ Sono nato al sud’’… mi piace questo titolo… penso che ti coinvolgerò in qualcosa di bello, di importante… vedrai, non ti prometto niente, ma… ’’ .

‘’Magari!’’ rispondo. Abbracci, saluti, e raggiungo la mia auto.
Peppone e Dumà, testimoni di un ‘fatto’, che a distanza di soli due mesi si trasforma in un ‘’patto’’. Un patto che nasce dall’amore per l’arte, ma che presto diventerà reciproco sostegno, vera amicizia, costruita sulle basi di una sincera stima reciproca.
Nasce così ‘Nati a Sud’. Succedeva esattamente un anno fa.

Emanuele mi illustra il progetto, che (bontà sua), prende spunto e nome dal titolo del mio primo romanzo…
Mi colpisce subito positivamente l’idea di Ema. Percepisco una comune sinergia di pensiero, una sintonia nel concepire la musica, l’arte, l’amore, l’amicizia, la condivisione, l’aggregazione … e non ultimo ‘’il sogno’’, il desiderio divenuto forte determinazione, caparbietà. Volere è potere, certo, con mille difficoltà e rinunce. Ma loro, i fratozzi, come in una più classica e camilleriana sintesi, loro i ‘’Ciauda sono’’… e ‘’Sono nati al Sud’’… e dunque non si arrendono, anzi, sentono che è una sfida che vogliono e possono vincere.
Ed ecco che, con una grande forza di volontà, un gruppo di giovani artisti catanesi, uniti da quel comune sogno (ma con le idee ben chiare), diventano i divulgatori assoluti di un messaggio riconosciuto subito da migliaia di giovani e non solo: la musica come fonte di felicità, come mezzo di comunicazione senza confini territoriali, espressione dell’ amore universale.
Solo un anno fa. Già. Molta ‘’acqua è passata’’… è stato un anno pieno di conferme, di speranze, di delusioni, di successi, di cambiamenti… un anno che ha visto crescere sempre di più la loro presenza nel panorama musicale isolano prima, subito dopo in quello nazionale.
L’amore per l’Arte, dunque, è il solo, primario motivo che ci ha portato oggi qui, ancora una volta tutti insieme, a testimoniare che ‘il sogno’ continua, nonostante tutto. Perché per ogni obiettivo raggiunto, per ogni sogno realizzato, si porti sempre più ’in alto’ la meta… e dunque il sogno non finisca mai. Perché la musica, qui, al sud, ha un senso più profondo. Si fonde con la natura aspra, con le tinte forti, si fa tutt’una con i profumi, esprime fortemente le passioni… perchè non si disperda la nostra identità musicale, culturale ed umana, ma anzi, si recuperino quei tratti peculiari che appartengono agli uomini del sud, del mondo… perché vogliamo ritrovare e rinnovare le nostre ‘radici’, e non rinnegarle mai… perché sappiamo essere giusto così.
Buona vita a tutti i nati al sud.

Melania La Colla autrice del libro “Sono nato al Sud”

cicabù natoasud

Ciauda con la collaborazione dei Giufà,  Afro Family e Victor Ortega presentano il manifesto sonoro/visivo di “Nati a sud”

Regia: Carlo Tranchida
Montaggio e riprese: Salvatore Terranova
Attore protagonista: Ferdinando Torvi

cicabù il primo videoclip di ciauda

fonte: CIAUDA

L’appuntamento per la proiezione di Cicabù,  il “videoclip”, è fissato per sabato 25/08 al Barbara Beach.

La musica unisce e aggrega.
Ed i Ciauda con il loro primo videoclip, prendono per scelta, questa direzione.
In una società che sempre con più forza spinge all’individualismo,esistono delle eccezioni. Solamente coesi si è protagonisti del cambiamento. Ecco come nasce, Nati a Sud ecco la genesi di Cicabù.

I Ciauda insieme a Giufà ed Afro Family e Victor Ortega, quindi quattro diverse realtà artistiche, realizzano il manifesto sonoro e adesso visivo di Nati a Sud. Bandite dal progetto le forme individualistiche che hanno caratterizzato il passato,il presente ed il futuro ha i suoni ed i colori di Cicabù.
Tante piccole e uniche, per forma e colore, tessere di un mosaico.
Che magicamente si incastrano tra loro perfettamente.
Una metafora per definire l’operato di Nati a Sud.
Nel caso specifico i nostri sentiti e sincerissimi ringraziamenti, vanno a
Carlo Tranchida,che sapientemente, ha colto lo spirito dell’intero progetto, con efficacia e sensibilità, ed ancora a Ferdinando Torvi, Salvo Terranova
Rispettivamente, regista, attore, operatore di ripresa e montaggio, del 1° videoclip di Cicabù, manifesto sonoro e visivo di Nati a Sud.
La passione la professionalità la bravura dei nostri si sono mescolate senza nessuna forzatura, con l’empatia, rendendo ogni ripresa, un momento da ricordare.
Un plauso, doveroso, ed un abbraccio, a tutti coloro i quali, hanno raccolto l’invito a partecipare, più o meno attivamente alle riprese, boccheggianti e sudaticci per il gran caldo hanno donato a tutti noi l’essenza dell’aggregazione, dello stare insieme, del credere ad un progetto. Grazie.
Cicabù adesso ha un volto,ha uno sguardo, un sorriso.
E grazie a tutti voi anche cuore e gambe per camminare tanto tanto ancora.

bomboclat hi kee

 

Alchimia, empatia , passione vera sincera, duratura.
Complici un palco, un gruppo di artisti, gli spettatori presenti.
Le immagini del video suppliscono all’incapacità descrittiva delle parole.
Succede ed è successo il 29 luglio.
Hi Kee artista giamaicano di nascita ma siciliano d’adozione, Ficusazzah la band.
Le emozioni che abbattono le distanze e le appartenenze.
Le emozioni che arrichiscono e che vengono custodite a lungo nella parte migliore di noi. Hi Kee & Ficusazzah, questo è il nostro mondo questo è Nati a Sud.

videomapping chapeau pazzo

Natini e Natine
Vogliamo sostenere e votare un progetto di videomapping, nato a sud,ed in concorso al Chartres en Lumieres.
I nostri giovani talenti in terra francese hanno bisogno del nostro sostegno, votiamoli.

Ecco come votare:
sulla vostra destra trovate un sistema di votazione; il video da votare è il n. 5 “chapeau pazzo” basterà cliccare su voter!

spizziclick

Fame fame fame…frigorifero vuoto…dispensa idem…fame fame . Idea ideona accendi il tuo cpu entri in rete e click click…spizzi click  evvai… trovata la soluzione in pochi click…pizza, kebab, gastronomia, dolci, bevande, a portata di click e direttamente a casa.
Visita www.spizziclick.it e scopri come e’ facile e divertente trasformare casa in un grande ristorante…a te il mouse ed il menu’.

storie di backstage

Svegliarsi presto, anzi prestissimo il primo giorno di ferie non lo si augura neanche al peggior nemico (o forse si !), ma l’occasione  e’ fin troppo ghiotta, quindi enormi quantità di caffeina, tiriamo fuori dalla naftalina giacca e cravatta, training autogeno e si parte. Destinazione piazza Teatro Massimo per le riprese del video clip manifesto sonoro di Nati a Sud, “Cicabù”. Incontro Carlo Tranchida e Ferdinando Esposito…..che cercano un millimetro di ombra in un assolatissima e magnificamente austera piazza, simbolo della cultura catanese.
Al duo si unisce Salvo Terranova che si coccola la macchina da presa. Poco distante le voci le risate le note strimpellate per ingannare l’attesa accompagnano un afosa giornata agostana.  Ci sono tutti, i Ciauda che osservano il moto perpetuo di Emanuele, inarrestabile anche con 40 gradi, i Giufà ci raccontano gli aneddoti più esilaranti delle riprese del videoclip di Brucia il loro nuovo singolo, poi un colorato esercito di comparse, ed uno stuolo di alta e bassa  manovalanza, ed ancora amici ed amiche, curiosi e non, tutti pronti e  sudati, a donare  il proprio e preziosissimo  contributo alla realizzazione del video di Cicabù.

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foto di Luana Malara