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no muos no war

ULTIME NATE A SUD

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Fonte: D-BLOG di Denis D’ignoti

5 giugno 1989 un giovane blocca il passaggio dei carri armati.
Questa foto di Jeff Widener ha fatto il giro del mondo.
E’ divenuta un simbolo, un icona della protesta pacifica.
Attreverso uno scatto, un immagine, il mondo ha scoperto gli orrori consumati in Cina.
I mass media hanno iniziato con colpevole ritardo ad informare dei giovani studenti di piazza Tienanmen.
Ancor oggi, non è possibile stabilire con certezza il numero delle vittime.
L’immagine, oggi come ieri, è un pugno allo stomaco.
Scuote profondamente le pigri coscenze.
Ventiquattro anni dopo, uno scatto, una foto ha destato in me sentimenti molto simili a quelli provati nel 1989.
Non ci sono feriti o morti.
Non ci sono carri armati.
Non siamo in Cina ma nell’entroterra siciliano, nelle campagne di un isola.
Niscemi, contrada Ulmo, riserva di Sugherata.
Un uomo sdraiato a terra suonando il flauto ferma le auto della polizia, che scortano gli operai che costruiscono il MUOS.
Pacificamente.
Con un gesto semplice si possono fermare le volontà.
Fermarle per tutelare la vita, per rinunciare alla guerra, per difendere un patrimonio.
Chi sostiene ed alimenta la costruzione del Muos, usa lo stesso principio della dittatura che ha ucciso in Cina centinaia di giovani. Nell’assoluto silenzio.
Svegliamo le coscienze, No Muos No War

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