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25 aprile arteINliberazione attraverso l’obiettivo di luana malara

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Ancora qualche momento del 25 aprile arteINliberazione, questa volta attraverso l’obiettivo di luana malara

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25 aprile arteINliberazione gli scatti di margherita mich

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Ripercorriamo alcuni dei momenti del 25 aprile arteINliberazione attraverso gli scatti di Margherita Mich.

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video anteprima 25 aprile arteINliberazione 2013

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Video anteprima 25 aprile arteINliberazione 2013.
Riprese e montaggio Giancarlo Bello.

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in anteprima la musica del 25 aprile arteINliberazione

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Mancano solo pochi giorni al 25 aprile arteINliberazione, in attesa di godervi i nostri live una succosa anteprima su youtube, delle band presenti sul palco arteINliberazione

 

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natiasud presenta giufà ritmo gitano

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Schermata 2013-04-18 a 13.52.34

 

Sicilia arriva il “ritmo gitano” dei giufà
fonte: VIVI SICILIA

La “BalkanRumba” è una di quelle rare espressioni che, se digitate su Google, rimandano sempre alla stessa fonte. Quella dei Giufà. Sono loro i massimi esperti del genere, a metà tra la taranta e la rumba, tra i Balcani e il Maghreb, con influenze afrocubane. Sono loro i maestri nel mescolare sonorità, strumenti, parole, suggestioni. Partiti da Solarino, dal 2004 ad oggi di strada ne hanno fatta tanta: tappe, incontri, esperienze e cambiamenti che li hanno fatti crescere, portandoli sui più importanti palchi del panorama musicale siciliano e italiano, meritando l’attenzione di musicisti e band già affermati, che in loro – e con loro – hanno trovato un feeling, un’intesa degna di memorabili collaborazioni, incise su disco.
Seby (voce e chitarra acustica), Danilo (chitarra elettrica e cori), Riccardo (basso elettrico), Giuseppe (tromba), Andrea (sax contralto), Santy (trombone), Simone (sax baritono), Salvo (batteria) e Pierpaolo (percussioni), contano i giorni che li separano dal prossimo traguardo: la prima data siciliana del “Ritmo Gitano Tour” che li vedrà alla Sala Lomax di Catania, mercoledì 24 aprile, alle 21.00 (ingresso gratuito), per presentare l’omonimo album e dare il via ai numerosi live in giro tra Italia e Inghilterra. Showcase e musica dal vivo con il supporto della grande famiglia di “Nati a Sud”, con gli special guest di Ciauda e William Wilson e con l’introducing affidata a Denis D’Ignoti.
Appena rientrati dalla Casa delle Culture di Trieste, sono già partiti alla volta di Londra per le due date del 19 e 20 aprile alla “Balkan Beat London”. E poi toccherà alla loro Sicilia, quando ad accompagnarli sarà l’emozione di un debutto, di una nuova sfida dal sapore gitano che vanta collaborazioni importanti come quella con Dudu dei Modena City Ramblers per il brano “La Carovana bulgara”.
Spontaneità e talento. Solari, coinvolgenti, accattivanti, incalzanti. I Giufà come pochi riescono a fondere la lingua italiana al dialetto siculo, con sonorità tipicamente mediterranee. Insomma “a fini do munnu” citando il primo mini Ep datato 2008, (Munnu, appunto) che ha dato il “la” alla scalata per la notorietà: prima in rotazione per le radio regionali e in giro per la loro amata Isola, poi oltrepassando lo Stretto per partecipare ad eventi nazionali di tutto rispetto. Loro, che dallo spirito gitano si sono lasciati letteralmente conquistare, in quest’ultima fatica discografica esprimono l’intensità del ritmo puramente girovago, dando voce alla parte più istintiva del mondo. Spirito libero, irriverente, a metà strada tra il pensiero e il desiderio, che trova nella musica la sua massima espressione: passione ma anche riflessione tra le note dell’album, in particolare quando cantano “Danzerò fino ai confini del tempo, sui caldi soffi del vento. E già lo so, ti incontrerò tra i tuoi colori sgargianti. E riderò e vagherò tra i suoni dei musicanti. Ciao Moldavia nel cuore ti porto per sempre”.
Secondo la più antica delle tradizioni siciliane Giufà era un ragazzo che si cacciava spesso nei guai, ma quasi sempre senza conseguenze, e viveva alla giornata, in maniera candida e spensierata. Fa sorridere Giufà, è uno spaccato del passato siciliano, è divertimento, emozione e sorriso. Come chi ne porta il nome, cantandolo.

media partner giufà:  ipress

 

 

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video della strage di boston

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Uomini senza fede… Si i pazzi  sono tra noi,
Il mondo è in ostaggio del terrore. Da miglia di anni si combatte una guerra che non trova pace…

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archinuè per natiasud 25 aprile arteINliberazione

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cartolina archinue-01

La band ha raccolto dalla sua nascita ad oggi, consensi degli addetti ai lavori e l’affetto di un pubblico non indifferente abituato all’ascolto delle parole oltre che della buona musica. Archinué vanta, oltre che della sempre presente figura dell’eclettico cantante Francesco Sciacca che è anche autore e compositore storico di brani come “ lo sfratto di Tarzan” , “Radiofonico” e della stessa “La Marcia dei Santi” premio della critica e premio radio TV alla 52° ed. del festival di Sanremo, anche collaborazioni con musicisti ed artisti bravi e conosciuti anche a livello nazionale. La band sta preparando il nuovo disco che sarà firmato anche da nuovi musicisti, Marco Santonocito batteria, percussioni e cori, Daniele Bellomia al basso elettrico, Peppe Roccella Fisarmonica, piano elettrico e tastiere, musicisti che vedremo e  impareremo a conoscere presto sul palco ad accompagnare, oltre che brani storici che hanno portato il nome Archinué alla ribalta  nazionale, anche brani nuovi che sapranno fare ballare, pensare ed emozionare come è solito fare Archinué.
Gli Archinuè in occasione del 25 aprile arteINliberazione si esibiranno sul palco per far conoscere al pubblico di Nati a sud e Agorà i loro brani .

arteINliberazione

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parte il countdown 25 aprile arteINliberazione

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Parte il countdown, mancano solo 10 giorni al “25 aprile arteINliberazione“.
Agorà e Natiasud e tutti gli artisti che prenderanno parte all’evento, vi aspettano per una giornata all’insegna dell’arte, della musica, del divertimento e della buona cucina.

Venghino, Signori venghino!

-1025aprilearteINliberazione

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foto natiasud alla sagra del carciofo di ramacca

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Spettacolo natiasud in occasione della XXIII Sagra del Carciofo di Ramacca.
fonte: MARGHERITA MICH

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natiasud jam session al mamma africa

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ritorniamo volentieri anche questo venerdi, con la jam nati a sud, dopo una settimana siamo in astinenza di musica, del cous cous di big john, del vino di nello e della bedda famigghia…

Partecipa  Natiasud jam session al MAMMA AFRICA

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video behind the stage arteinliberazione 2012

INTERVISTE

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Dietro il palco del 25 aprile arteINliberazione 2012, la domanda sorge spontanea: cosa vuol dire essere nati a sud.

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ripartono i lavori per il muos ettari di terra siciliana war game

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GUARDA LE IMMAGINI
fonte: CIAUDA

L’ ARTICOLO DI PIPPO GUERRIERI DESCRIVE CON CHIAREZZA COSA ACCADE IN SICILIA

La militarizzazione della Sicilia, dalla fine ufficiale della guerra fredda, non solo non è diminuita, ma ha interessato nuovi territori, adeguandosi alle più moderne strategie belliche statunitensi. Lo smantellamento della base missilistica costruita nell’area dell’ex aeroporto Magliocco di Comiso, alla fine degli anni ottanta, non fu il trionfo della pace sui venti di guerra, ma l’inizio di una nuova e più pericolosa fase in cui l’unica superpotenza rimasta ha rimodulato i suoi progetti di accaparramento violento delle risorse altrui (Iraq, Afghanistan, ecc.), e di fronteggiamento della Cina, super potenza emergente, oggi probabilmente più forte dell’Amerika.

In questi piani le basi americane in Sicilia sono state rafforzate e hanno accolto truppe, mezzi e ruoli un tempo di altri siti del Centro e del Nord Europa.

Le nuove guerre che gli Stati Uniti si apprestano a combattere, sono altamente tecnologizzate e permettono di dispiegare armi sempre più efficaci e micidiali, il cui impiego rende l’armata americana quasi invincibile. Le guerre le faranno aerei senza pilota, missili a gettata intercontinentale, sistemi satellitari; provocheranno tanti morti in campo “nemico”, specie tra i civili, ma negli USA non rientreranno più militari dentro bare coperte dalla bandiera a stelle e strisce; il Pentagono annullerà così uno degli effetti negativi che ne hanno condizionato le politiche di aggressione; la guerra scomparirà dalla vista degli americani e sarà solo una “war game” per operatori di computer.

La costruzione della base MUOS (Mobile User Object  System) di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, a ridosso di Gela, rappresenta un tassello di queste scelte; sono quattro le basi MUOS nel pianeta: Australia, Hawaii, Virginia e Sicilia; le prime tre in aree desertiche, la quarta in Sicilia, a 2 km da una cittadina di 30 mila abitanti, e per di più all’interno di un sito di interesse comunitario: la Sughereta di Niscemi. Il MUOS, sistema di comunicazioni satellitari basato su onde ad altissima frequenza, è il perno delle nuove guerre americane; quando entrerà in funzione (attorno al 2015), tutte le forze armate USA di terra, di cielo, di mare e sottomarine, ovunque stanziate, potranno essere messe in allerta e in azione simultaneamente; dal MUOS dipenderà il funzionamento dei droni (gli aerei senza pilota) già sperimentati con “successo” durante la guerra di Libia, di cui la base di Sigonella è diventata la capitale mondiale. “Sciami” di droni dalla Sicilia partiranno per bombardare qualsiasi zona del Mondo. Sigonella e Niscemi, dunque, ma anche Trapani Birgi, sono il futuro teatro delle operazioni militari USA. Gli aeroporti civili di Trapani e Catania Fontanarossa già adesso subiscono blocchi improvvisi per gli atterraggi dei droni, che hanno priorità sui voli civili.

Il MUOS è quindi un tassello d’importanza mondiale nella strategia della nuova guerra americana; non può essere guardato come un problema dei niscemesi o al massimo dei siciliani. Sarà pericoloso sin da quando entrerà in funzione poiché le sue emissioni elettromagnetiche interferiranno con ogni tipo di apparecchiatura elettronica nel raggio d decine di km; inoltre il suo fascio di onde metterà fuori uso qualsiasi cosa incontri, tanto è vero che da Sigonella, dove inizialmente doveva essere installalto, è stato spostato a Niscemi, a 60 km circa: le apparecchiature della base e quelle degli stessi aerei militari avrebbero corso seri rischi. Tutt’intorno, per un raggio di 120 km, la vita delle persone ne sarà compromessa, in maniera particolare quella dei bambini e degli anziani: tumari al cervello, leucemie, glaucoma, distacchi della retina, malformazioni genetiche, problemi alla fertilità e alla libido, disturbi nervosi; l’ambiente ne sarà intaccato in maniera irreversibile. Tanto più che già l’attuale base americana NRTF (Naval Radio Transmitter Facility) per le comunicazioni radio con arei e satelliti e con i sommergibili a propulsione nucleare, costruita all’interno della Sughereta nel 1991, produce emissioni di onde ad altissima e a bassissima frequenza in quantità fortemente inquinanti, e i danni provocati alla salute dei niscemesi, che ne sono più esposti, sono ingenti, per quanto mescolati con quelli dell’inquinamento del vicino Petrolchimico di Gela e non adeguatamente monitorati.

Ci troviamo di fronte a un’impennata della militarizzazione dalla portata eccezionale; tutte le altre basi in Sicilia e nelle isole minori vengono potenziate, mentre a Messina, nel cuore dello Stretto, lo storico Arsenale militare è destinato a divenire il Centro di eccellenza per la “demilitarizzazione e lo smaltimento” delle unità navali dell’Alleanza Atlantica fino a duemila tonnellate (il cosiddetto “naviglio sottile”); con annessa area di stoccaggio dove verranno assemblati agenti inquinanti e cancerogeni, rifiuti tossici e speciali e soprattutto un’enorme quantità di amianto da maneggiare, trattare e “bonificare” a due passi dal centro urbano.

In tutto questo si muovono le ditte legate alla mafia, le prime ad essere interessate a garantire l’ordine e la regolarità dei lavori ai committenti americani, come la Calcestruzzi di Niscemi, che da quanto il governo MPA-PD della regione ha concesso il nulla osta alla costruzione del MUOS (giugno 2011), ha fatto lavorare notte e giorno i propri dipendenti per completare l’impianto e la posa in opera delle parabole in tempi record, naturalmente dopo aver spianato una collina nell’area protetta della Sughereta.

La Sicilia continua ad essere occupata dall’esercito amerikano, ipotecata dalle strategie del Pentagono, proiettata nelle guerre del futuro come avamposto dei sistemi d’arma di ultima generazione e ovviamente obiettivo molto sensibile per qualsiasi tipo di ritorsione.

Per questo noi anarchici riteniamo importante riprendere la parola d’ordine di Mirikani Jativinni, che fu la nostra bandiera durante la lotta contro la costruzione della base missilistica di Comiso, e quindi, oggi più che mai occorre gridare No al MUOS! Mirkani jativinni! Oggi più che mai bisogna travolgere con un movimento di protesta sempre più forte, non solo i militari amerikani, ma tutti i servi politici e i complici che gli hanno permesso e gli permettono di fare i loro porci comodi, a partire dal governatore Raffaele Lombardo, passando per il PD che adesso cerca di cavalcare la battaglia contro il MUOS, mentre un anno fa ne avallava la costruzione, e che per anni ha finto di non vedere e non sentire, sia quando Berlusconi (2005) ha dato il “permesso” agli USA di costruire il MUOS, sia quando il governo Prodi (2006) glielo ha confermato.

E’ in atto in molte province una forte campagna di sensibilizzazione che ha squarciato il velo dell’omertà e del silenzio, ma soprattutto della delega. Sono sorti decine di comitati NO MUOS lungo l’asse sud orientale dell’isola, e si vanno estendendo in altre zone del centro e dell’est; sono realtà eterogenee tra di loro e al loro interno, però in questa fase assolvono al compito importantissimo di far conoscere cos’è il MUOS, organizzando centinaia di banchetti di propaganda e raccolta firme, decine di conferenze, manifestazioni, presidi, grazie ai quali l’opinione pubblica è sempre più informata ed il consenso alla lotta contro il MUOStro è salito in maniera significativa. Sta crescendo così, accanto alla “vecchia” generazione di Comiso che si è battuta contro i missili, contro gli interventi militari in Iraq, per la smilitarizzazione di Sigonella, una nuova generazione dalle forti sensibilità ambientaliste, che man mano prende atto del contesto di guerra in cui la vicenda MUOS ci proietta, e che si rende conto, al di là dei metodi spesso contraddittori ed ingenui che una parte porta avanti (percorsi legalitari dietro sindaci e deputati, credere veramente nel “potere” di centomila firme raccolte, fiducia eccessiva nelle battaglie simboliche), che il MUOS vada bloccato, e comunque vada fatto smantellare, assieme alla base NRTF e a tutte le basi amerikane in Sicilia. Dalla preoccupazione per la salute e per l’ambiente è passata alla richiesta di un Mediterraneo mare di pace e ha intrapreso una dinamica di attivismo autonoma dai partiti. Così, mentre da una parte si è pronti a passare alla seconda fase della mobilitazione, quella dei presidi alla Sughereta, delle azioni dirette a scopo dimostrativo, delle azioni di disturbo verso i militari italiani e amerikani, in altre parti si prosegue con la costituzione delle realtà di base e della sensibilizzazione primaria. Ma non è più rinviabile il tentativo di fare assumere una centralità nazionale alla lotta contro il MUOS, impegno verso il quale noi anarchici dobbiamo dare il massimo per lasciare una forte impronta antimilitarista. Le premesse ci sono tutte perché quella contro il MUOS divenga presto una lotta popolare estesa e travolgente.
Pippo Gurrieri

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